L'assenzio non si riduce a un distillato: è una miscela di piante medicinali che hanno tutte una storia da raccontare. Qui scoprite la botanica che circonda l'assenzio e risvegliate la vostra curiosità tra piante, gesti e stagioni.
Radicata nel mondo vegetale, la sezione Botanica della Maison de l'Absinthe esplora le piante alle origini della Fata Verde, i loro usi e i saperi che le accompagnano. Dal giardino vivo all’erbario, ogni contenuto è pensato per rivelare la ricchezza botanica dell'assenzio e il suo legame stretto con il territorio.
Botanica & saperi
Là dove la Fata Verde mette radici
I fondamentali
Le piante dell'assenzio.
Alcune piante sono indispensabili nell'assenzio, come l'anice verde o, naturalmente, l'assenzio maggiore. Potente e amaro, quest'ultimo contiene tujone, una sostanza lungamente controversa e oggi rigorosamente limitata. Questi vegetali fondatori definiscono la struttura e la firma di un assenzio del Val-de-Travers.
Per equilibrare l'amaro si ricorre ad altre piante o spezie. Alcune sono dei classici, come l'issopo o la melissa; altre più inattese e fanno parte del segreto dei distillatori.
Questa miscela è essenziale, perché ogni pianta svolge un ruolo diverso nell'assemblaggio finale. Una struttura, l'altra arrotonda o rinfresca. È in questo equilibrio che si intuisce il carattere del terroir del Val-de-Travers.
Per equilibrare l'amaro si ricorre ad altre piante o spezie. Alcune sono dei classici, come l'issopo o la melissa; altre più inattese e fanno parte del segreto dei distillatori.
Questa miscela è essenziale, perché ogni pianta svolge un ruolo diverso nell'assemblaggio finale. Una struttura, l'altra arrotonda o rinfresca. È in questo equilibrio che si intuisce il carattere del terroir del Val-de-Travers.
Dal campo all’alambicco
Raccolta e trasformazione.
Per conservare il gusto unico di una pianta, sviluppato secondo il suo ambiente, occorre coltivarla bene e prepararla in vista della distillazione. Queste fasi derivano da un saper fare unico, con rituali trasmessi di generazione in generazione.
L'Essiccatoio di Boveresse è il perfetto esempio del saper fare della nostra regione. È una magnifica testimonianza della cultura agricola del XIX secolo. Il luogo mostra l'importanza della cernita, dello stoccaggio e della protezione dalla luce e dall'umidità. Gesti semplici, ma decisivi per preservare la qualità e la finezza del prodotto finale.
Infine viene la trasformazione: distillare queste piante per farne assenzio. Un dialogo tra materia vegetale, pazienza e precisione. È la fase che rivela aromi, amarezze e sfumature, e che segna la nascita culturale dell'assenzio.
L'Essiccatoio di Boveresse è il perfetto esempio del saper fare della nostra regione. È una magnifica testimonianza della cultura agricola del XIX secolo. Il luogo mostra l'importanza della cernita, dello stoccaggio e della protezione dalla luce e dall'umidità. Gesti semplici, ma decisivi per preservare la qualità e la finezza del prodotto finale.
Infine viene la trasformazione: distillare queste piante per farne assenzio. Un dialogo tra materia vegetale, pazienza e precisione. È la fase che rivela aromi, amarezze e sfumature, e che segna la nascita culturale dell'assenzio.
Sul posto
Il giardino delle piante e l’Essiccatoio di Boveresse
Ritrovate, al museo e nella regione, le piante dell'assenzio — dal giardino vivo all'essiccatoio storico del XIX secolo.